La saga delle allucinazioni forensi continua…
Sempre più casi segnalano l’inserimento in atti giudiziari di precedenti giurisprudenziali che non esistono. La causa? Un uso superficiale, o peggio inconsapevole, degli strumenti di intelligenza artificiale.
Dopo il caso italiano, è il Regno Unito a far discutere: la High Court ha sanzionato i difensori della parte ricorrente per aver inserito nel proprio atto cinque precedenti mai esistiti, ipotizzando un uso non verificato di AI generativa.
Un articolo a firma di Massimiliano Pappalardo analizza il provvedimento inglese e riflette su una questione cruciale:
❓quando l’uso (improprio) dell’AI diventa condotta negligente da parte del difensore?
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