La rivista Questione Giustizia ha pubblicato un approfondito contributo a firma del nostro Agostino Clemente, in cui riflette sulle opportunità e sulle sfide che l’intelligenza artificiale porta con sé per la formazione giuridica e la pratica del diritto.
Il paper è stato presentato in occasione dell’Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia Civile, svoltasi a Bologna dal 13 al 15 giugno 📍, dove Agostino ha esplorato il potenziale dell’IA nel settore legale — ma anche i rischi di una tecnologia che può essere motore di progresso oppure amplificare disuguaglianze e discriminazioni.
In particolare, l’autore evidenzia tre punti chiave:
- Il diritto come interazione dinamica tra “formanti” (normativa, dottrina, giurisprudenza) — Studiare il diritto significa analizzare il dialogo tra questi elementi. Considerarne uno solo offre una visione parziale.
- Ripensare la formazione giuridica — L’apprendimento deve basarsi sull’esperienza, sia teorica che pratica. Gli studenti di giurisprudenza devono sviluppare pensiero critico e la capacità di integrare i formanti in un sistema coerente.
- L’IA come forza trasformativa — Nello studio e nella pratica, l’IA permetterà di “testare” il diritto, fornendo una sorta di superpotere. Ma, come si sa, “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.
Quale ruolo dovrebbe avere l’IA nella formazione degli avvocati e dei giudici di domani?
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