Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è lo strumento con cui l’UE punta a ridurre il rischio di rilocalizzazione delle emissioni e a garantire che i prodotti importati rispettino standard ambientali comparabili a quelli europei. In questa fase transitoria, gli operatori devono presentare dichiarazioni trimestrali sulle emissioni incorporate nei beni importati; il sistema diventerà pienamente operativo dal 1° gennaio 2026, quando sarà necessario acquistare certificati CBAM proporzionali alle emissioni dichiarate.
E le PMI?
Andrea Marega, intervistato da Economy Magazine, spiega che “Se da un lato il Cbam mira a incentivare standard ambientali più elevati a livello internazionale, tra le criticità spicca la complessità amministrativa e burocratica, specialmente per le aziende meno strutturate o le Pmi, che si trovano a dover raccogliere e dichiarare una mole significativa di dati sulle emissioni incorporate nei prodotti importati“.
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