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31.03.26

Ughi e Nunziante con SCF in Cassazione sulla prescrizione dell’equo compenso per i fonogrammi

Comunicati stampa

Ughi e Nunziante, con un team composto dalla partner Daniela De Pasquale e dal senior associate Francesco Santonastaso, ha assistito SCF s.r.l. nel procedimento definito dalla Corte Suprema di Cassazione, Prima Sezione Civile, con l’ordinanza n. 5385/2026, pubblicata il 10 marzo 2026, che ha chiarito un punto rilevante in materia di diritti connessi al diritto d’autore.

La Corte ha stabilito che il diritto all’equo compenso per la diffusione di fonogrammi protetti è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale e non a quella quinquennale, risolvendo un contrasto interpretativo che aveva generato incertezza applicativa.

La controversia traeva origine da un contenzioso promosso da SCF nei confronti di alcune strutture agrituristiche in relazione al pagamento dell’equo compenso per la diffusione di fonogrammi appartenenti al repertorio della collecting tramite apparecchi radiotelevisivi. Nei precedenti gradi di giudizio, l’obbligazione era stata qualificata come periodica, con conseguente applicazione del termine prescrizionale breve.

Accogliendo il ricorso incidentale di SCF, la Cassazione ha chiarito che il diritto all’equo compenso non integra un’obbligazione periodica, in quanto ogni utilizzazione del fonogramma costituisce un autonomo fatto generatore del diritto, rendendo quindi applicabile la prescrizione ordinaria.

La pronuncia affronta inoltre il tema della comunicazione al pubblico di opere protette (nella fattispecie fonogrammi, ossia musica registrata), ribadendo che la diffusione di contenuti televisivi nelle camere di strutture ricettive, inclusi gli agriturismi, costituisce comunicazione al pubblico, a prescindere dal carattere privato del luogo di fruizione.

“La decisione chiarisce definitivamente un tema che per anni ha generato incertezza applicativa, con effetti rilevanti per l’intero settore. L’estensione del termine di prescrizione rafforza la tutela dei produttori fonografici e contribuisce a una maggiore certezza giuridica nei rapporti tra utilizzatori e titolari dei diritti”, commenta l’avv. Daniela De Pasquale.

La decisione è destinata ad avere un impatto significativo sull’industria musicale, ampliando il periodo entro cui le società di collecting possono richiedere il pagamento dell’equo compenso e rafforzando la posizione dei titolari dei diritti nella riscossione dei compensi dovuti.

Scarica qui la rassegna stampa.

AUTORI
Daniela De Pasquale
Partner
d.depasquale@unlaw.it
Francesco Santonastaso
Senior Associate
f.santonastaso@unlaw.it
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