In un articolo pubblicato su Quotidiano Giuridico di Wolters Kluwer, Francesco Santonastaso analizza il Codice di buone pratiche sulla trasparenza dei contenuti generati o manipolati dall’intelligenza artificiale, pubblicato dalla Commissione europea il 10 giugno 2026.
Pur essendo uno strumento volontario, il Codice offre indicazioni operative per applicare gli obblighi di trasparenza previsti dall’art. 50 dell’AI Act, chiarendo quando i contenuti generati o manipolati con l’AI devono essere resi riconoscibili.
Ma c’è un punto fondamentale: la trasparenza non rende automaticamente lecito l’utilizzo di un contenuto generato dall’AI. Anche un deep fake correttamente etichettato può continuare a violare diritti della personalità, copyright o normativa privacy.
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