Bias di genere, discriminazioni razziali e decisioni opache: l’IA non è immune dai pregiudizi. Al contrario, può amplificarli se i dati di addestramento riflettono stereotipi e disuguaglianze.
Dalla selezione del personale all’uso nei tribunali, passando per le ammissioni universitarie, gli esempi concreti mostrano come gli algoritmi possano influenzare profondamente la società. Ma esistono soluzioni?
Sì, ed è fondamentale adottarle per costruire un’IA più equa e trasparente.
Ne hanno discusso, Emanuela Burgio e Juliette Blackman, in un articolo a firma disponibile su Agenda Digitale.